Il carretto faticava a camminare a causa della pioggia. I vestiti pesavano, come la sua anima ferita dal tempo, dagli avvenimenti.Lo sguardo segnato dalle lacrime e dagli anni che passano per tutti e per nessuno.
Voleva guardarla negli occhi quella donna, colei che aveva fatto soffrire il suo amico, colei che lo aveva fatto morire d’amore.
Dopo tre anni dal 14 luglio l’aveva finalmente trovata e poteva gettarle in faccia tutto il suo rancore.
Si era trasferita in Normandia dopo quel fatidico giorno e aveva perso le sue tracce.
Ci sono voluti anni d ricerche estenuanti per trovarla.
Ecco la casa.
Alain scese dal carretto, aprì il cancello ed entrò. Andrè gli aveva descritto quella casa come un castello fatato, invece Alain provava ribrezzo per quella casa solo perché era di lei.
Lei lo aveva ucciso, come se quel colpo in pieno petto lo avesse sparato con tutta la freddezza che aveva in corpo, senza pietà, per poi piangere lacrime di coccodrillo al suo capezzale, sputando frasi a caso per farlo contento in punto di morte e fargli credere che il suo amore fosse corrisposto.
Ora Alain era di fronte alla sua porta, avrebbe voluto buttarla giù, ma il suo affetto e rispetto per Andrè lo fermarono.
Cominciò a bussare,il cuore in gola.
Sentì dei passi incerti dietro, la maniglia si abbassò e…eccola, in abiti maschili, sorpresa di vederlo lì.
Alain la guardò gelido. Lei, per niente intimorita dal quello sguardo tagliente lo invitò ad entrare.
“Sono sorpresa di vederti, Alain”
“Sono anni che vi cerco, comandante Oscar”
“Vieni, Alain, accomodati”
Alain la scrutò, fissando il suo viso stanco, provato ma sempre bello. Il suo corpo era cambiato, non era più magra e pallida, era cambiata.
Alain prese posto di fronte a lei d’avanti al camino acceso ma ciò non bastava per scaldarsi, ormai sentiva freddo nell’anima da anni.
“Come mai sei qui?”
”Siete sparita…dopo…”
“Alain, ti prego...”
“…dopo la morte di Andrè. Siete scappata come una ladra”
“Non puoi capire, Alain”
“Io capisco benissimo invece. Siete scappata dopo la sua morte e pensare che lui vi amava!”
“Anche io lo amavo, Alain!”
“Non vi credo” sibilò Alain.
“Come vuoi, a me non importa. Mi hai cercata solo per accusarmi di una cosa che non ho fatto?”
“Vi ho cercata perché volevo guardare in faccia colei che ha rubato la vita al mio amico. Gli avete mentito in punto di morte!
“Tu non sai, non puoi sapere, Alain”
“Cosa dovrei sapere? Che siccome eravate nobile non potevate amare uno come Andrè?” Rispondete!” Alain pronunciò queste parole gridando
“Alain ti prego, non gridare”
“E invece grido quanto mi pare perché vi ricordo che ora non siete più il mio comandante…ai miei occhi siete solo un’assassina!”
Un sonoro schiaffo segnò il viso di Alain, una vocina pose fine al silenzio gelido dei due
“Mamma, chi è che grida?”
Alain impallidì: mamma? Aveva sentito bene?
Prima di girarsi Alain guardò Oscar che abbassò lo sguardo. Si voltò e vide un bambino di tre anni circa che lo fissava curioso.
Alain scrutava il bimbo con molta attenzione: non era possibile, era la copia in miniatura di Andrè.
“Mamma, ho sete, quando vieni a ninna con me?”
Oscar prese in braccio il piccolo: “Ora vengo, prima mamma deve parlare con questo signore. Ora ti do un po’ d’acqua e vai a letto, io ti raggiungo tra un po’ d’accordo?”
Il bimbo annuì con la testa.
“Mamma però non tardare troppo se no mi manchi” disse il bimbo abbracciando la mamma.
Oscar tornò da Alain dopo aver messo il piccolo a letto, pronta per affrontarlo.
“Voglio una spiegazione per quello che ho appena visto” disse attonito Alain “chi è quel bambino?”
Oscar tirò un sospiro: “E’ figlio di Andrè, mio e di Andrè”
”Non ci credo”
“Credici. Lo abbiamo concepito poco prima di arrivare in caserma quella notte e come puoi vedere è la copia di suo padre. Dopo la morte di Andrè volevo morire poi scoprii di essere incinta e ora vivo solo per mio figlio e basta. E’ lui che mi tiene viva. I mesi della gravidanza sono stati i più difficili della mia vita: ero sola e non sapevo a cosa andavo incontro. Mi ha aiutata un’amico che vive qua vicino. E’ stato lui che ha fatto nascere Andrè. Non credere che il parto sia stato facile. Ho creduto di morire in quelle ore interminabili. Pregavo Andrè di fare smettere quei dolori atroci, poi finalmente è nato e tutti i dolori svanirono nello sguardo del mio bambino. Non credevo che un giorno avrei provato la gioia di essere madre ed è stupendo, Alain. Io lo amo, lui tiene vivo Andrè e sento che mi ama come mi amava lui”
Calde lacrime uscirono dagli occhi di Oscar.
Alain non sapeva cosa dire, non sapeva se essere contento o arrabbiato perché lei aveva nascosto tutto.
“Come vi mantenete tu e…” non riusciva a dirlo.
“Lavoro come insegnante nella scuola del paese”
“Il bambino sa di suo padre?”
“Sì”
Il silenzio li avvolse come una nebbia fitta che non lascia passare neanche il respiro.
“Meglio che vada” disse Alain interrompendo quella cappa pesante di silenzio.
“Perché non rimani ancora un po’?”
“No! Non riesco a guardarvi negli occhi. Potevate scrivermi, almeno avrei saputo e non vi avrei odiata tanto, io che vi ho amata. Non so cosa speravo venendo qui, forse…ma no, lasciamo perdere. Ora dentro me c’è un groviglio di sentimenti nei vostri confronti: odio, rancore e l’amore che nonostante tutto quello che è successo non vuole soccombere e brucia la mia anima e il mio cuore. Me ne vado perché non so se riuscirei a trattenere il desiderio che ho di uccidervi e di fare l’amore con TE ora”
“Faresti questo ad Andrè, Alain?”
Senza dire una parola Alain si voltò ed uscì da quella casa per sempre.
Robert arrivò poco dopo trovando Oscar seduta sul divano in lacrime.
“Oscar! Cos’hai, è successo qualcosa al piccolo Andrè?”
“No, Robert. Andrè sta bene è che…oh! Robert, ti prego abbracciami”
Robert la strinse forte, l’amava, le aveva dichiarato il suo amore poco tempo prima e lei aveva rifiutato perché pensava ancora al padre del bambino, voleva tempo e lui era pronto ad aspettare, anche tutta la vita.
Oscar si sciolse in quell’abbraccio. Provava un sentimento profondo per Robert ma aveva paura, non voleva deludere Andrè né tradirlo con un altro uomo.
Gli raccontò dell’incontro con Alain e di come tutto il suo passato era tornato per piegarla nuovamente, senza pietà.
“Questa notte rimango qui. Dormirò sul divano ma non ti lascio sola dopo tutto quello che è successo.”
“No, Robert. Non ti devi disturbare. Sto bene.”
Robert le prese il viso tra le mani e guardandola negli occhi le disse: ”No, io non ti lascio sola e non è affatto un disturbo ma è un onore per me”
Oscar gli sorrise debolmente e andò a dormire.
La donna stava dormendo e sognava di essere ad Arras mentre mostrava quei luoghi meravigliosi a suo figlio. Ad un tratto si ritrovò nelle scuderie, il bambino non c’era più ma al suo posto c’era Andrè che le sorrideva come solo lui sapeva fare.
“Andrè…” pronunciò Oscar commossa.
“Ciao amore” rispose lui.
“Mi manchi tanto, Andrè, mi manchi da morire”
“Io ci sono, sono vicino a te, sono nel tuo cuore amore”
“Oh Andrè, mi sento così sola.”
“Tu non sei sola, c’è il nostro bambino con te. E’ così bello e tu sei una madre eccezionale ma ha anche bisogno di una padre e tu di qualcuno che ti protegga. Ascolta Oscar, io so che per lui provi qualcosa, non devi vergognarti, lasciati andare amore mio. E’ un uomo eccezionale e ti ama. So che ti proteggerà ad ogni costo e sarà un ottimo padre per il nostro piccolo. Vivi Oscar, vivi anche per me amore mio. Lasciati andare e non temere perché io ti amo e so che tu mi ami,mi hai amato e mi amerai per sempre. Veglierò su di voi. Non piangere amore mio, non piangere perché sono con te anche se tu non mi vedi. Ero al tuo fianco quando è nato il nostro bambino, ti tenevo la mano e cercavo di darti coraggio. Ci sono sempre stato e ci sarò. Sappi che appoggio i tuoi sentimenti per Robert. Se guardi i suoi occhi potrai vedere i miei e vi leggerai amore e devozione”
Andrè la baciò dolcemente “Addio amore e ricorda: non è tardi per ricominciare”
“Andrè ti prego non andare…”
Oscar si svegliò con le lacrime agli occhi.
Andrè aveva ragione, era ora di ricominciare a vivere.
Si alzò e dopo aver coperto per bene il piccolo Andrè, decise di spiare Robert mentre dormiva. Era bello, somigliava molto ad Andrè.
Si inginocchiò vicino a lui e prese ad accarezzargli la fronte. Robert in quel momento aprì gli occhi di un verde brillante e in quello sguardo Oscar vide quello di Andrè
“Oscar cos’hai? Tutto bene?”
“E’ ancora valida la tua proposta Robert?”
Robert si alzò di scatto “Dici sul serio Oscar?”
“Sì” sussurrò lei, poi lo baciò, prima piano poi con più passione.
Oscar cominciò a spogliare Robert “Ti voglio”
Scivolarono sul pavimento. Robert sfilò la camicia da notte di Oscar e il contatto dei suoi seni con il petto di lui li eccitarono sempre di più. Si amarono per tutta la notte con la stessa passione con cui si amano ora ad un anno di distanza
Sono sposati, vivono in una piccola casetta in Normandia. Oscar ha venduto la vecchia proprietà, ultimo peso della sua anima.
Oscar è affacciata al balcone e osserva Robert che gioca con il piccolo Andrè, guarda il cielo e, respirando a pieni polmoni la brezza marina, sfiora il suo ventre gonfio. Tra qualche settimana nascerà una sorellina o un fratellino per Andrè che non vede l’ora.
“Avevi ragione tu, Andrè amore mio: non è tardi per ricominciare…”
Fine.
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Alain era tra la folla e assisteva addolorato all’esecuzione di morte per decapitazione dei suoi due amici più cari: Bernard e Rosalie. 